Una terrazza richiede una base stabile prima della prima tavola o lastra. I piedini regolabili definiscono la quota sopra un fondo preparato e creano spazio per drenaggio e ventilazione.
Si usano con legno, WPC e lastre, tramite teste o adattatori differenti.
Cosa fanno i piedini regolabili?
Il meccanismo filettato alza o abbassa l’appoggio nel proprio intervallo. Permette di regolare il piano senza costruire ogni punto con calcestruzzo o spessori improvvisati.
Non c’è un letto adesivo da far maturare. Un progetto semplice può richiedere un fine settimana, ma i tempi dipendono da fondo, disposizione e bordi.
Materiali e impiego esterno
Molti sono in polipropilene stabilizzato UV per durabilità e portata. Verifica la resistenza del prodotto a gelo, temperature, piscina e sale.
I componenti possono essere descritti come riciclabili al 100%; la possibilità locale dipende da raccolta e stato del materiale. Componenti integri possono anche essere riutilizzati in sistemi adatti.

Perché rialzare la superficie?
Regolazione precisa
Gli appoggi creano un piano uniforme sopra quote variabili. Alcuni sistemi approvati arrivano a circa 1 m, con prolunghe e dettagli di stabilità prescritti.
Drenaggio e ventilazione
Il vano permette deflusso e aria, particolarmente importanti per legno e WPC. Bagnarsi è normale; trattenere a lungo l’umidità va evitato.
Il piedino separa telaio e fondo, ma non sostituisce pendenze e scarichi liberi.
Portata degli appoggi
Esempi dichiarano 200–1000 kg per piedino, fino a 3000 kg per versioni rinforzate. Dipendono da modello e prova. Vanno verificate anche lastre, luci del telaio, fondo e carichi concentrati.
Quantità indicative sono 3–6 supporti/m², con 4–6 supporti/m² come stima comune. Il numero reale deriva da dimensioni, telaio e progetto dei carichi.
Teste per superfici diverse
Legno e WPC
Le teste sostengono travetti o profili. Staffa o adattatore posizionano il telaio e possono consentire fissaggio laterale. Alcuni sistemi correggono anche la pendenza.
Lastre
Le teste sostengono gli angoli e hanno spesso alette per fughe da 2–4 mm. Le versioni autolivellanti compensano il fondo mantenendo corretto contatto.

Scegliere l’intervallo di altezza
Esistono modelli bassi da 25–40 mm e altri oltre 200 mm. Con prolunghe approvate si può arrivare a 1000 mm.
Misura l’intera stratigrafia, includendo tavola o lastra e telaio. Il piedino deve rimanere entro la regolazione ammessa.
Proteggere il fondo
Calcestruzzo, appoggi preparati e membrane hanno esigenze diverse. Sull’impermeabilizzazione usa pad compatibili e strati separatori, come geotessile o foglio, dove richiesti dal sistema.
Soluzioni adeguate di ripartizione possono ridurre la pressione fino a dieci volte. Dipende dall’area efficace e dai materiali: non è una proprietà di qualsiasi pad.
Spessori sottili di circa 3 mm possono ammortizzare il contatto col calcestruzzo ruvido e ridurre il rumore trasmesso.
Verificare la compatibilità
La testa deve accogliere travetto o profilo e fornire il vincolo previsto. Alcuni sistemi usano un incastro invece della vite.
Per le lastre conferma dimensioni, spessore, schema degli appoggi e fuga delle alette.

Domande frequenti
Quanto durano?
Per prodotti di qualità idonei si cita spesso una durata di 20 anni o più. Quella reale dipende da prodotto, esposizione, carico e posa.
Si usano su fondi inclinati?
Sì, con teste o correttori adatti. Alcuni modelli compensano fino al 5%: verifica il limite.
Si possono regolare in seguito?
Molti sistemi lo permettono, ma può essere necessario sollevare tavole o lastre. Prevedi l’accesso per la manutenzione.
Approfondisci la posa dei piedini per lastre e le sottostrutture in legno e alluminio.




